Odontoiatria Neurofocale e Neural Terapia di Huneke

La Terapia Neurale è nata in Germania in maniera casuale nel 1925, quando i fratelli Huneke, ambedue medici, videro scomparire improvvisamente una terribile e persistente emicrania della loro sorella, che aveva in precedenza tentato senza successo molte terapie, somministrando accidentalmente un farmaco antireumatico per via endovenosa, contenente una piccola quantità di anestetico locale, la Procaina.

Nel 1940 Ferdinand Huneke ebbe la seconda esperienza fondamentale, somministrando Procaina a livello di una cicatrice sulla gamba destra ad una signora con dolore alla spalla sinistra, descrivendo il “fenomeno secondo” di Huneke ovverosia l’effetto a distanza dell’iniezione di Procaina identificando nella cicatrice, l’origine dell’infiammazione cronica della spalla, che fu chiamata da Huneke “campo di disturbo”.

Gli elementi che compongono la base di funzionamento della Procaina e quindi della neuralterapia sono la matrice extracellulare o fondamentale e il Sistema Nervoso Autonomo.

Il Sistema Nervoso Autonomo, è un sistema complesso, ubiquitario in quanto rappresenta la maggior parte di tutto il sistema nervoso di un organismo umano e controlla e regola tutte le funzioni fisiologiche di sistemi quali quello circolatorio, endocrino, gastro-enterico, emotivo, etc. permettendo la normale omeostasi corporea (ad esempio controlla la nostra pressione arteriosa o i livelli di glicemia o di grassi nel sangue affinché non raggiungano livelli incompatibili con la sopravvivenza). 

Per matrice extracellulare intendiamo il tessuto connettivo ovverosia un tessuto che sta tutto attorno alle cellule e le connette in modo attivo. Studiata dal premio nobel Pischinger negli anni ’70 risulta un vero e proprio Sistema di regolazione di Base in quanto diventa la sede di scambi informazionali tra le cellule grazie alla presenza di un liquido interstiziale in cui sono immersi strutture complesse come collagene, acido jaluronico e glicoproteine, ormoni, enzimi, ma nel quale si trovano anche le terminazioni di tutti i vasi linfatici, sanguigni, e nervosi e dove possono avvenire i più importanti contatti con antigeni microbici e sostanze tossiche. Il sistema di base di Pischinger risulta il primo sistema di difesa aspecifico del nostro organismo, il quale permette una prima delimitazione dell’agente patogeno in attesa che i sistemi di difesa specifici intervengano.

La Matrice extracellulare appare quindi come una rete complessa che permette gli scambi, apporta nutrienti, e funge da contenitore temporaneo di tutti i fattori di scarto metabolico che le cellule producono, gestendo la morfogenesi adattativa continua grazie allintervento della rete neurale. E’ infatti grazie agli adattamenti elettrochimici della matrice che le cellule modificano la loro espressione genica, il loro fenotipo, adattandosi all’ambiente ovvero al tipo di “terreno” che in quel momento gli si presenta, consentendone la sopravvivenza.

Le cellule comunicano tra di loro attraverso stimoli di tipo elettrico e chimico che determinano un continuo alternarsi di depolarizzazione della membrana e ripolarizzazione in modo sincrono tra le varie cellule. Questo dialogo permette il coordinamento di tutte le funzioni corporee.

A seguito di fattori stressogeni prolungati nel tempo (batteri, virus, funghi, protozoi, parassiti, allergeni, pesticidi, farmaci, inquinanti, emozioni non equilibrate, traumi, ecc) può verificarsi un’alterazione della matrice extracellulare tale da non consentire un ripolarizzazione della cellula (rimangono permanentemente cariche) e quindi non sono più in grado di integrarsi con il tessuto circostante. Queste zone tissutali vengono chiamate zone di disturbo in quanto creano una sorta di “rumore” nella  comunicazione regolativa neurale del SNV .

La conseguenza è la comparsa di sintomi quali dolore, infiammazione, alterazioni dellirrorazione sanguigna o altri svariati disturbi, segno di una disfunzione organica che possono manifestarsi nel corpo anche a distanza dalla genesi del campo di interferenza, visto che la matrice extracellulare in cui decorrono e si sfioccano le fibre nervose permea tutto il corpo.

Occorre immaginare il nostro corpo come un computer in cui possono inserirsi virus che determinano un blocco nella trasmissione  dei dati.

I campi interferenti o di disturbo di maggior rilevanza sono: le cicatrici da ferita da taglio ma anche chirurgiche, gli organi pelvici e quindi di organi genitali femminili e maschili, le tonsille comprese le cicatrici da tonsillectomia, i seni paranasali, il sistema  gastro-enterico, traumi psichici ovvero le emozioni. Secondo i fratelli Huneke ogni organo può diventare un campo di disturbo e ogni malattia può essere dovuta a uno o più campi di disturbo.

La Procaina in diluizione dallo 0.5% all’1%, possiede unazione stabilizzatrice e regolatrice sulle fibre nervose consentendo la normale ripolarizzazione cellulare riabilitando cosi i naturali meccanismi di autoregolazione del corpo.

La Terapia Neurale è da considerarsi una vera e propria medicina olistica poiché lazione è totale e comporta soprattutto la partecipazione anche del livello emotivo dato che il Sistema Nervoso Autonomo (che non dipende dalla nostra volontà), è l’unico sistema informativo che attraversa tutto l’organismo, poiché innerva le pareti dei vasi arteriosi, venosi e linfatici e, quindi, per la sua rapida capacità di reazione occupa il primo posto nello svolgimento iniziale di processi sia fisiologici che patologici.

Conseguentemente il campo di indicazioni della neuralterapia è molto ampio, e comprende vari disturbi di tipo funzionale. Il dolore in ogni sua forma: cefalea, emicrania, fibromialgia; tutte le forme reumatiche, artritiche e artrosiche: artrosi cervicale, lombalgia, sciatalgia, ed ogni infiammazione articolare; tonsilliti croniche e recidivanti, sinusiti; malattie dellorecchio, otiti croniche, labirintiti, acufeni, sindrome di Meniére, vertigini; distonie neurovegetative ed endocrine.

La neuralterapia è una metodica principalmente iniettiva. La Procaina può essere iniettata a livello sottocutaneo, intramuscolare, endovenoso, intra o periarticolare a livello dei gangli. Si utilizzano aghi con diametro 0,4 di 40 mm 27G e siringhe da 5 ml di tipo Luer Lock. Si effettua principalmente in tre forme: 1) terapia segmentale con un trattamento locale a livello della zona di espressione della malattia; 2) terapia a livello di un campo di disturbo; 3) terapia sui gangli.

Talvolta può essere sufficiente una sola applicazione. Nella maggior parte dei casi, occorrono più applicazioni per ripristinare funzioni da troppo tempo o più gravemente compromesse.

La terapia iniettiva con procaina vista la sua breve emivita, di 10-15 minuti, risulta ottimamente tollerata. Gli effetti collaterali possibili sono: la comparsa di piccoli ematomi e lieve dolore nella sede iniettiva che scompaiono in breve tempo. Possono verificarsi momentanei sintomi di adattamento neurovegetativo, quali calo pressorio, nausea, senso di vertigine, crisi di pianto o riso eccessivo, che scompaiono rapidamente vista la emivita breve del farmaco. Possono riemergere memorie di un trauma. Ci può essere un irraggiamento del dolore da un’altra parte, sospiri, rumori di stomaco.

La Procaina viene metabolizzata nelle emazie dalle colinesterasi. La Procaina ha un basso potere anestetico e quindi non è tossico ai dosaggi raccomandati. Alla diluizione dell’1% su una persona di 70 Kg possono essere somministrati fino a 140 ml di Procaina senza rischi; in diluizione dello 0,5% fino a 280 ml.

Le controindicazioni sono in quei particolari casi in cui liniezione in profondità potrebbe comportare dei problemi coagulativi, come negli emofilici o per lassunzione di anticoagulanti; insufficienza cardiaca scompensata, gravidanza; nei rarissimi casi di allergia agli anestetici locali. Chi è sottoposto a trattamenti chemioterapici può fare terapia neurale dopo una settimana dall’assunzione dei chemioterapici.

La Terapia Neurale è una tecnica che ha basi scientifiche in quanto applicazione clinica di una conoscenza medica costituita dalla neuroanatomia, neurofisiologia e farmacologia.

I meccanismi dazione degli anestetici locali sono perfettamente conosciuti, come pure gli effetti del Sistema Nervoso Autonomo sulla salute dellorganismo. La Terapia Neurale viene insegnata esclusivamente a Medici, Odontoiatri attraverso corsi di Formazione Continua in Medicina.

La maggior parte dei campi di disturbo provengono dai denti a seguito di devitalizzazioni, Granulomi apicali, Cisti, residui radicolari, corpi estranei, osteiti, residui di denti decidui, parodontopatie, denti inclusi, precontatti, cicatrici post-estrattive, impianti, materiali non biocompatibili anche se considerati biologici. In MTC si ritiene che nello smalto dei denti risieda l’energia costituzionale, ereditaria (congenita).

Una focalità odontoiatrica, può arrivare ad espandersi dal punto di vista dell’influenza neurologica verso il cervello, verso un arto superiore, verso il torace, verso la cavità addominale o verso l’arto inferiore.

Togliendo questa causa capace di inviare informazioni negative, si ristabilisce un equilibrio che riporta la salute. Da questa constatazione grazie a Ernesto Adler, nasce l’ODONTOIATRIA NEURO-FOCALE, ovvero sia l’odontoiatria dove il terapeuta, non si occupa solamente di come restaurare o sostituire un dente, ma soprattutto se e perché quell’elemento dentale abbia creato un campo di disturbo presente, e come trattarlo in modo da regolare il Sistema Nervoso Vegetativo e riattivare tutti meccanismi automatici di auto-guarigione del nostro organismo con il ripristino della corretta omeostasi corporea.

Secondo Adler ci sono 3 principali fonti di irritazione all’interno della bocca: il dente del giudizio incluso, l’osteite, il dente necrotico (granuloma).

L’elemento essenziale per ottenere un quadro clinico della persona e poter eseguire una corretta terapia neurale, è la raccolta della storia di vita del paziente: un’accurata descrizione della malattie avute dalla persona e delle sue abitudini generali (alimentari, sedentarietà, si morde le unghie, assunzione di farmaci…) consente di individuare i vari elementi disturbanti che si sono succeduti nella sua vita (malattie da bambino, infiammazioni, traumi di ogni genere, interventi, ecc.) quale elemento fondamentale per capire quali possono essere gli eventi che hanno portato ad un campo di disturbo ed intervenire il più efficacemente possibile. Si indaga circa la presenza di cicatrici e soprattutto da cosa sono state determinate e dello stato d’animo che ha portato quella cicatrice cioè del significato che ha per la persona; è utile indagare circa la storia ginecologica della persona come il parto, eventuali aborti, tipologia mestruale ecc.; disturbi gastro-intestinali. L’intestino è ritenuto il II cervello in cui risiedono gli istinti, la parte inconscia; si parla di microbiota intestinale quale insieme di funghi, batteri, lieviti e virus presenti nella mucosa intestinale. Il 70% delle difese immunitarie sono nella mucosa intestinale in quanto zona di passaggio tra lambiente esterno ed interno (sangue); infatti è qui che le sostanze ingerite vengono assorbite o eliminate. Per completezza diagnostica, si esegue un’ispezione della parte e una palpazione per valutare punti dolenti, o di tensione fasciale o ipertono muscolare. La storia odontologica è fondamentale per risalire ad eventuali campi di disturbo dentali. Inoltre si indaga se vi sono stati disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, bruxismo o serramento. 

Un mezzo per rendere la neuralterapia più efficace è l’utilizzo finalizzato della KINESIOLOGIA, disciplina la quale grazie alla risposta al test muscolare, si ottengono informazioni circa lo stato di salute generale della persona.

La Kinesiologia non tratta la malattia in quanto tale ma la persona in quanto cerca di comprendere il significato della malattia stessa, identificando quali sono le componenti in squilibrio causanti il “disagio” (sintomo) riferito. Il trattamento kinesiologico è volto ad accompagnare la persona all’interno di un proprio percorso di vita, in modo che riesca a cogliere la possibilità di prendere consapevolezza del proprio disequilibrio, ascoltare il proprio corpo per poter far emergere il potenziale di recupero bloccato, utile per il raggiungimento del suo benessere psico-fisico ed energetico, nella realizzazione dei propri obiettivi; e da chi sono controllati i meccanismi di ripristino del nostro stato di salute ovvero della nostra omeostasi corporea? Dal Sistema Nervoso Vegetativo, naturalmente.

La storia della vita serve al kinesiologo quale elemento di supporto informazionale da inserire all’interno di quel profondo rapporto comunicativo che si “deve” instaurare tra persona e terapista prima e durante il trattamento, affinché quest’ultimo risulti efficace.

Non è importante il sintomo in quanto tale ma cosa rappresenta per la persona quel sintomo, quale significato ha per lei. Occorre infatti comprendere che la malattia è un meccanismo che l’organismo mette in atto per aiutarci a prendere coscienza che c’è qualcosa che non va. Il sintomo deve essere letto come un aiuto e non come un problema.

Quindi grazie alla Kinesiologia, possiamo identificare le cause originarie del perché l’organo dentario possa essere responsabile o bersaglio di un campo di disturbo e quindi da dove deriva il sintomo riferito.

Segno della presenza di un campo interferente odontoiatrico è il rilevamento di uno o più denti neurologici. In Kinesiologia Medica Odontoiatrica e Applied Kinesiology, affinché un dente sia definito neurologico occorre non solo che sia positivo al Test della Therapy Localization (TL), ma che il muscolo/viscere correlato al dente TL positivo sia scarico/debole e che rinforzi al Test Crociato eseguito tra questo muscolo specifico con l’elemento dentario TL positivo correlato. Il muscolo bersaglio è omolaterale all’elemento TL positivo.

Alla pratica iniettiva, si procede solo dopo aver verificato tramite un challenge test, l’accettazione del farmaco, la concentrazione e il suo dosaggio. La Procaina viene diluita in soluzione fisiologica dallo 0,5% all’ 1%. Il dosaggio utilizzato va da 0,5 ml a 2 ml. Mediante TL complesse e gerarchizzate si testano i punti di iniezione e la sua sequenza operativa iniettiva. Tutto questo potenzia notevolmente la terapia neurale aumentandone l’efficienza e l’efficacia, riducendo ai minimi termini i possibili effetti collaterali terapeutici, in quanto il trattamento è a “misura” della persona, secondo ciò che il suo corpo richiede: “la mente…mente, il corpo mai”.

In odontoiatria neuro-focale l’iniezione può essere eseguita nello specifico: (1) a livello del dente (spostandoci  rispetto al fornice, leggermente verso la mucosa del labbro o guancia); (2) attorno ad un ascesso dentario o tasca parodontale; (3) a livello dei pilastri anteriori delle tonsille (possibili sintomi quali allergie, orticaria, riniti, emozioni disturbate possono essere ricondotte a tale campo di disturbo); (4) a livello del ganglio sfeno-palatino: visto le correlazioni trigemino vagali e trigemino talamiche-ipotalamiche e conseguentemente anche con tutto il sistema limbico, ci spiegano i possibili cambiamenti delle risposte autonome ed emozionali dell’individuo.

Conclusioni:

  • La matrice extracellulare è il substrato comunicativo tra le cellule regolato dal sistema nervoso vegetativo.
  • Eventi stressogeni di vario tipo possono creare zone di tessuto che disturbano tale comunicazione, generando la malattia e sintomi anche a distanza dal campo interferente.
  • La neuralterapia attraverso l’iniezione di procaina, permette di regolarizzare la comunicazione tra le vari parti ripristinando il controllo fisiologico del SNV.
  • La kinesiologia ci offre un ulteriore arma nell’individuare sia il campo interferente sia la causa della genesi della malattia. Testando la concentrazione e i punti iniettivi limita gli effetti collaterali della procaina, aumentandone l’efficacia terapeutica.

(Dr. Luca Mantellassi)

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